Il burqua invisibile

Fatema Mernissi riedita “Beyond the veil” mentre Majida Khattari manda in scena la sfilata-performance “Voile islamique parisien”. Due voci che parlano di donne, libertà, ossessioni. In Oriente e Occidente

 tratto da Vogue Italia, settembre 2010

Fatema Mernissi nel 2000 scriveva che il burqa occidentale è la taglia quarantadue, e che l’ossessione per la magrezza  è umiliante, quanto il velo imposto dagli integralisti. Per la sociologa marocchina, un burqa della magrezza intrappola lo stereotipo della donna occidentale, che fatica ad accettare il proprio corpo e si martoria con diete e privazioni. Oggi, mentre è in corso la riedizione del suo Beyond the veil, Mernissi mi racconta di un nuovo Medio Oriente in cui è palpabile il riscatto femminile e dove le imprenditrici sono, in proporzione percentuale, il numero più alto al mondo. Per Mernissi le donne mediorientali si sono imposte nel mondo del business perché lavorano più duramente degli uomini e perché non perdono tempo con l’ossessione di essere sempre più magre.

Anche Majida Khattari, l’artista franco-marocchina presente alla prima edizione della Marrakech art fair, cavalca la provocazione degli stereotipi femminili del terzo millennio nelle due culture. Nella sua ultima sfilata-performance Vip (Voile islamique parisien), una donna velata sfila accanto a un’altra nuda e magrissima. Le sue modelle sono il simbolo degli aspetti più critici della condizione femminile, in Oriente come in Occidente. Una femminilità annullata, da una parte; dall’altra, una difficile accettazione di sé.

Due voci provocatorie per un tema con risvolti politici e sociali, in un momento storico in cui l’Islam moderato si apre alle mode e agli stili occidentali, una giovane e velata ragazza saudita di novanta chili, Mawadda Nour, è la controversa Miss Mondo Arabo in carica, e in Occidente molte donne iniziano timidamente il loro coming out e dichiarano cioè di smettere le diete per vivere serenamente il proprio corpo normale. Fieramente autentico è solo il corpo di una donna libera ed emancipata che si assume la responsabilità di essere diversa, fuori dagli stereotipi. Le moderne Sherazade, a ogni latitudine, hanno le curve.

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