Le regole dell’amicizia femminile

Sono una grandissima fan dell’amicizia femminile, della collaborazione tra donne e dell’aiuto reciproco. L’amicizia femminile vera è bellezza pura. Le amiche sanno esserci e come farlo. Non abbiamo paura di essere sciocche, o affrante o deboli, noi non abbiamo paura di emozionarci, di abbracciarci o di mandarci a quel paese. Ho la fortuna di avere amicizie di lunghissima data, anche se forse “fortuna” non è la parola giusta. L’amicizia ce la si deve saper guadagnare. La si coltiva e la si fa crescere. Dunque serve anche un certo impegno. Niente di difficile, anzi. L’amicizia è una cosa semplice… Esistono anche le regole dell’amicizia femminile per gli appassionati del genere: 1. Non odiare una donna se non la conosci (potrebbe rivelarsi una grande amica); 2. Gli ex delle tue amiche sono carne morta (non uscirci, mai e poi mai); 3. Non rivelare mai i segreti e le confessioni delle tue amiche (questa è la regola fondamentale). Avere un segreto in comune è una delle cose più belle dell’amicizia; 4. Non lasciare mai un’amica sola in situazioni di difficoltà (tipo se ha bevuto troppo…). Ma l’unica regola è quella di sapere che inestimabile valore si ha quando si può contare sulle amiche. E comportarsi di conseguenza.

 

“Le amiche sono dispensatrici automatiche di consigli inutili e punti di vista, servono a dirti quello che forse non pensano ma sanno ti può far piacere, e a condividere le serate gastronomiche del venerdì. Di amiche ne esistono di varie forme e intensità, ed è sempre meglio averne in buona dose. Ma ci sono certe amicizie di cui ne basta una quantità minima, nel mio caso erano due. Quelle non sono il genere di amiche che inviti per «un tè con le amiche». No, quelle che inviti per il tè al massimo sono conoscenti, ma non amiche. Le amiche vere, quelle che ti conoscono meglio di quanto tu conosca te stessa, quelle che ci sono sempre, che sono il tuo backup, che quando sei smarrita ti fanno capire come e dove ritrovarti, quelle che chiami quando sei incasinata, o quando hai voglia di sentire una «voce amica», quelle che ti dicono che sei dimagrita anche se non lo credono davvero, quelle che se c’è un problema ti dicono «una soluzione la troveremo», non «la troverai», che hanno sempre la borsa giusta da abbinare al tuo abito, ecco, questo genere di amiche non si trova a casa tua a bere un tè caldo alle cinque del pomeriggio. Perché alle cinque del pomeriggio innanzitutto lavorano o hanno altre cose da fare: le amiche sono quelle che come te hanno una vita faticosa, capi idioti, il conto in rosso, colleghe stronze e mai niente da mettersi. Con questo genere di amiche non si prendono tè pomeridiani per mettere in mostra regole di bon ton e servizi di porcellana. No, con queste amiche ci si incontra il venerdì sera, si esagera con il vino e ci si racconta la vita.”

E’ un libro di cucina? Mi chiedono sempre quando parlo o presento Manuale di Cucina Sentimentale. E io sempre rispondo di no. No, non è un libro di cucina. O perlomeno non solo. E’ un libro sull’amicizia. Su quell’amicizia femminile che si chiama anche sorellanza. Fatta di complicità, di un numero sfacciato di ore trascorse insieme a condividere, stratificata da anni di esperienze e che è semplice. L’amicizia è una cosa semplice.

“ Amiche.

Solo loro vi possono capire. E per amiche intendo quelle che vi conoscevano sin dai tempi dell’adolescenza (quando eravate all’apice della vostra goffaggine e ascoltavate le canzoni di Luca Carboni) e prima di cambiare completamente look e personalità. Quelle che sanno meglio di voi cosa volete dalla vita, con cui potrete fare la classifica degli chef più carini, scambiarvi ricette, controllarvi reciprocamente la cellulite (diffidate delle amiche prive di cellulite: chi ha un rapporto con l’alcol e col cibo di sano e temerario abbandono deve necessariamente avere la pelle a buccia d’arancia).”

Ma si può allacciare un’amicizia anche in età adulta? Credo di si.

Ho pensato a quest’ultimo anno e mi sono resa conto che i momenti salienti che ho trascorso hanno tutti un minimo denominatore comune: un’amica. Nuova o storica. Che fortuna avere tante amiche. Grazie a tutte loro, dunque. Grazie per essere arrivate nella mia vita, per esserci sempre state e per l’emozione che provo in questo istante se penso che anche il prossimo anno ci sarete.