La pentola a pressione: retrò nelle forme, avveniristica nel concept (a saperla usare, però!)

E’ la pentola della nonna, decisamente vintage. Alzi la mano chi di noi, ha in cucina una pentola a pressione.. Bè, quello che sto per dirvi potrebbe cambiare lo stato delle cose, e trasformarla in un maipiùsenza. L’occasione di questa riflessione sui pregi della pentola a pressione è stata una cooking lesson per la stampa organizzata da Fissler al Mondadori Cook&Books di Milano, tenuta nientepopodimenoche da Davide Oldani – chef partner di Fissler.

Il paladino della cucina POP, è davanti a noi giornaliste (only women) per parlare di cucina del benessere: quella che mantiene intatti i sali minerali e le vitamine delle pietanze (non ponendole a contatto con l’ossigeno) e quella che ti fa risparmiare tempo, evitando il tunnel dei cibi pronti e del junk food.

C’è da dire che la pentola a pressione Fissler è proprio bella, le linee retrò la rendono davvero chic. Seppoi è veramente così facile da usare come Oldani mi spiegherà, potrei provare a convertirmi. Si perché, per quanto mi riguarda, non riesco ad approcciarmi serenamente alla pentola che sbuffa… O forse non ho ancora superato il terrorismo fattomi dalle nonne che mi impedivano di avvicinarmi alla pentola a pressione se non in presenza di un adulto. Ecco, ora che l’adulto sarei io, mi sento un po’ confusa..

Ma torniamo a Oldani, alle sue galoshe e al libro a portata di obiettivo fotografico.

In effetti lo chef del D’O riesce a cucinare due piatti in mezzora, a regalarci due ricette e a incantarci con la sua piacevolezza (è un abilissimo intrattenitore). Ciò mi fa pensare che la pentola a pressione potrebbe davvero rappresentare (con un flashback indietro al 1953, anno in cui la Fissler creò la sua prima) una svolta per noi CFH con poco tempo a disposizione ma tanta voglia di mangiare bene, e incarnare uno degli strumenti del nuovo concetto di benessere….per imparare a usarla con disinvoltura però, occorre più di un tentativo! Ma vale la pena tentare.

Ecco le ricette firmate Davide Oldani.

PANE, BURRO E SARDINE

(ingredienti per 4 persone) Per le sardine: 12 sardine fresche, 20 g zucchero, Olio extra vergine d’oliva- Per il pane croccante: 40 g pan grattato, 10 g burro, 5 g nero di seppia, 5 g olio affumicato, 1 g zucchero. Per il burro montato: 40 g burro morbido, 1 g sale, 1 g sale Maldon, 1 g zucchero. Per il fico cotto: 4 fichi, 100 g acqua, 40 g zucchero, 1 stecca di vaniglia.  Procedimento. Per le sardine: pulire e sfilettare le sardine eliminando la lisca centrale e la coda. Disporre i filetti su di una placca e cospargerle con lo zucchero e il sale. Lasciar marinare per circa 12 ore. Togliere le sardine dalla marinatura e lavarle con dell’acqua, asciugare e conservarle con poco olio extra vergine d’oliva. Per il burro: montare con la frusta elettrica il burro morbido, condirlo con il sale fino, il sale Maldon e lo zucchero. Mantenere in frigo. Per il fico: cuocere i fichi a vapore nella pentola a pressione per circa 2-3 minuti. Togliere dal fuoco e lasciare a temperatura ambiente. In una casseruola portare l’acqua con lo zucchero a bollore unire la stecca di vaniglia e far freddare. Per il pane: In una padella far sciogliere il burro, unire il nero di seppia e il pan grattato far tostare, togliere dal fuoco, unire lo zucchero e l’olio affumicato. Far freddare. Per la finitura: disporre i filetti di sardine al centro del piatto, poi il burro, il pane ed infine il fico tagliato a metà glassato con lo sciroppo alla vaniglia.

ZAFFERANO E RISO D’O ALLA MILANESE

(Ingredienti per 4 persone) Per il riso: 320 g riso Carnaroli stagionato, 160 g burro dolce, 80 g Grana Padano grattugiato, 1,5 l acqua calda e salata, 10 ml aceto di vino bianco, Scorza di 1 arancia, grattugiata, Sale fino. Per la salsa allo zafferano: 100 ml acqua, 1 g zafferano in pistilli, 1 g sale fino, 5 g maizena diluita in acqua fredda. Procedimento – per il riso: nella pentola a pressione fare tostare il riso, bagnare con l’acqua salata, e portare a cottura coprendo con il coperchio per circa 7-8 minuti. Togliere dal fuoco e mantecare con il burro, il Grana, la scorza d’arancia, l’aceto, regolare di sale. Per la salsa di zafferano: portare l’acqua a bollore, legare con la maizena diluita, filtrare ed aggiungere lo zafferano lasciando in infusione per 20 minuti fuori dal fuoco. Regolare di sale. Per la finitura: stendere il riso in un un piatto piano, adagiare, l’infusione di zafferano e servire.

Cronache da Taste of Milano. Caro Chef, emozionaci, insegnaci a mangiare e trasmetti anche a noi un po’ della passione per quello che fai.

Sono ragazzi che lavorano quindici ore al giorno, che sfidano se stessi in continuazione, che hanno iniziato presto a prendere seriamente in considerazione il loro futuro ( e magari anche qualche sberla della vita). Li ho incontrati al Taste of Milano nella Premium Lounge di Casaviva e la cosa più bella è stata vedere gente così innamorata del proprio lavoro. Membri di gruppo che quando è unito non ha competizione fra loro, ma solo un sano confronto.

Gli chef di Taste of Milano rimettono la palla  a terra quando parli di alta cucina “diciamo cucina di qualità”, mi corregge Andrea Berton, e sottolineano  che non sono artisti, ma cuochi, semmai artigiani.

Ciò di cui gli piace più parlare è il loro lavoro. A Daniel Canzian, seduto a fianco a me nel salotto di Casaviva, brillano gli occhi azzurri quando parla di Gualtiero Marchesi. Sarei stata ad ascoltarlo per ore.  Ci siamo emozionati tutti nel vedere l’affiatamento familiare tra Aimo Moroni e i suoi Alessando e Fabio e nel farci raccontare i 50 anni di attività di una delle mecche della cucina milanese.

E quando ho chiesto a Matias Perdomo cosa fa quando non cucina, mi sono sentita rispondere che si alza alle tre del mattino per andare al mercato del pesce.

Eppoi  Davide Oldani, che ha scelto di raccontarsi insieme al suo maestro Michel Roux, un uomo straordinario con l’entusiasmo intatto e un’aurea di energia positiva da contagiare tutto l’ippodromo.

Ma aldilà del fatto che oggi gli chef sono “celebrità”, e sono sotto l’occhio dei riflettori, io ho proprio avuto l’impressione (anzi una tangibile e concreta certezza) di aver conosciuto un gruppo di professionisti realmente consapevole di star facendo qualcosa di bello e importante. Un gruppo di uomini consci dell’energia che gravita attorno a loro, senza esserne sopraffatti e senza quindi farsi montare la testa, e che non chiedono altro di poter rispondere a quell’energia, nel modo migliore che hanno per farlo: emozionarci con i loro piatti.

Ok, la loro cucina è strepitosa, ma quello che mi ha colpito è che il loro lavoro non è fine a se stesso: vogliono insegnarci a mangiare, educarci alla qualità, al gusto. E lo fanno con un impegno a cui oggi non siamo più abtuati: i primi a spignattare in cucina 15 ore al giorno per un mestiere totalizzante, umili quanto basta per un lavoro che è sempre ad alto tasso di redemption, che ogni sera ti mette alla berlina del primo che passa, assaggia senza comprendere, e magari ti sputtana sul suo blog.

Non vogliono parlare di se stessi, della loro vita, vogliono parlare della loro cucina. Conoscete forse qualche altro tipo di mestiere in grado di trasmettere tutto ciò?

Non sarebbero forse ottimi modelli di impegno, senso del dovere e soddisfazione? E allora, per una volta, soffermiamoci a pensare a questi uomini per quello che fanno ogni giorno e sono riusciti a fare: spesso lavorano sin da giovanissimi, vivono in cucina, pochi grilli per la testa e tanta, tanta passione per il proprio lavoro. Hanno riabilitato una professione manuale, ci stanno insegnando a mangiare dopo che decenni di consumismo ci hanno fatto perdere i sapori originari.

Ma soprattutto, approfittiamo della loro ribalta per farci contagiare dal loro entusiasmo e carpire gli ingredienti del successo che li sta baciando.

Talento, quello è indispensabile. Fortuna, un pizzico serve sempre. Ma serietà, costanza e impegno: quelli non te li regala nessuno.

Te li guadagni giorno per giorno, anno per anno, con scelte rischiose, con la difficoltà di restare a galla in un settore (soprattutto ora inficiato dalle stelline della popolarità e della moda) che fa in un attimo a masticarti e risputarti via.

Andrea Provenzani, Daniel Canzian, Fabio Pisani, Alessandro Negrini, Andrea Aprea sono miei coetanei, figli di questa nostra generazione un po’ sfasata, lasciata a se stessa e in mutande da una società che non era quella che ci era stata promessa. Sarà per questo che mi hanno così colpita, e per una volta non voglio parlare dell’equilibrio dei loro piatti, del servizio o del prezzo dei loro ristoranti.

Sarà che fuori tira un aria di terrore, che nessuno è in grado di capire cosa succederà al nostro Paese e a noi che ci sentiamo così piccoli e impotenti.

Sarà quel che sarà, oggi mi vien solo da scrivere che se ognuno di noi avesse un decimo della passione che Matias Perdomo, Davide Oldani, Andrea Berton, Ernst Knam e gli altri chef che ho incontrato a Milano mettono nel loro lavoro, forse..sarebbe un mondo migliore.

Io con Michel Roux - Foto di Lea Anouchinsky

Chef Confidential

Da domani e fino a domenica Curvy Foodie Hungry è in trasferta al Taste of Milano. Nella Premium Lounge Casaviva è in programma un ricco calendario di eventi.

Da parte mia mi divertirò non poco a stuzzicare gli stellatissimi chef in un format di interviste che abbiamo chiamato Chef Confidential: facendoli accomodare nel nostro salotto, sarà più semplice farci raccontare qualche segreto.

Ma più di ogni altro, mi interessa capire da professioni come Andrea Berton, Davide Oldani e Michel Roux jr come vivono il ruolo dello chef, oggi più che mai evoluto a operatore culturale e generatore di conoscenze, che non si limita a cucinare, ma che deve insegnarci a mangiare.

E a proposito di questo, sarò io stessa a raccontare il mio modo di interpretare il cibo, in due appuntamenti speciali:  sabato alle 19,30 spiegherò come nasce un servizio giornalistico di food sulle pagine di Casaviva, e alla stessa ora di domenica chiacchiereremo insieme su come il cibo quotidiano sia sempre di più piacere e passione.

Tutto raccontato anche sul blog.

Stay tuned!