La bellezza delle donne, tra realtà e illusione

Una si chiama Elena Rossini, vive a Parigi ma è di origine italiana ed è una regista. L’altra è Jodie Bibier, fotografa sudafricana, che ha vinto l’ultima edizione del World Press Photo con il ritratto di Aisha Bibi, la donna afgana sfigurata dal marito. In comune hanno il fatto di portare avanti un lavoro di ricerca e divulgazione sull’universo femminile, nella parte spesso sommersa che testimonia una violenza invisibile, ma tremenda: quella che impone un modello impossibile alle donne e che genera una devastante frustrazione.

Elena è stata la prima a parlarmi di crowdfunding e di come sia riuscita, facendosi finanziare dalla Rete, a realizzare il progetto di un documentario che parla di bellezza femminile e di donne vittime dell’illusione della perfezione. L’ho intervistata per il numero di settembre di Vogue Italia per farmi raccontare del suo documentario:

 ”The Illusionists nasce da un sentimento di frustrazione verso l’immagine stereotipata della donna nei mass media. Da tempo mi ponevo una serie di domande sul tema del ruolo della donna nella società. Per esempio: “perché le donne di mezza età sono quasi invisibili nei nostri media?” “perché tutti questi reportage su giovani attrici e cantanti, e pochi esempi di donne in carriera?” “perché le donne che vedo nei giornali e in TV hanno tutte più o meno la stessa età ed esattamente lo stesso tipo di corpo?”

“La mancanza di varietà – considerando che nel mondo ci sono tanti tipi diversi di corpi quanto ci sono donne, continua Elena – mi dava davvero fastidio. Ho avuto un momento di illuminazione nel marzo del 2008, leggendo un articolo intitolato “La bella è la bestia: gli effetti psicologici della ricerca del corpo perfetto.” All’inizio dell’articolo c’era una citazione che mi ha molto colpito, una frase dello scrittore americano Ambrose Bierce:

“E’ la mente di un uomo che fa l’uomo. A chi interessa che faccia abbia o cosa indossi? Al contrario, è il corpo che fa la donna.” Ho capito allora che questo era il tema a cui volevo dedicare tutta me stessa.”

 Come lei, Jodie Bibier parte dal gap tra realtà e illusione, con il progetto fotografico “Real Beauty”. Un lavoro ispirato a una serie di eventi, come dice la stessa fotografa che, a quarant’anni, ha scoperto una consapevolezza e un feeling con il suo corpo maggiore rispetto a quando era ragazza, e che prende spunto dalla campagna Dove per la bellezza autentica per ricercare il bello nella diversità e normalità, anche in contrapposizione all’eccessivo utilizzo di Photoshop sulle immagini delle donne che ne ha ridisegnato l’ideale di perfezione. Non ultimo, in risposta all’aumento dei casi di anoressia e disordini alimentari in Sudafrica, dove il corpo femminile generoso non è più sinonimo di bellezza, a causa dell’importazione di standard estetici occidentali.

Un lavoro dunque che intende far riflettere su ciò che univocamente i media hanno dipinto come bellezza e di come essa non contempli alcun riferimento all’imperfezione (perché ogni neo, cellulite, cicatrice o altro viene cancellato dal Photoshop), con il risultato che sempre più donne hanno poca autostima e non si sentono a loro agio con il proprio corpo, così diverso rispetto a quello rappresentato nei media.

Le donne di Real Beauty sono mogli, madri, ragazze che con la Bibier hanno collaborato per arrivare a un risultato di bellezza vera: quella data dalla sicurezza in se stesse, senza il problema di mostrare il proprio corpo e i propri desideri. Non  solo immagini, ma un vero e proprio percorso di consapevolezza rispetto a se stesse e rispetto alla bellezza artefatta e fasulla che ci circonda.

Siamo in momento storico in cui la ricerca della verità e dell’autenticità è un’urgenza: nel cibo, nei rapporti, nel lavoro e anche nella bellezza. La società dell’apparire, dell’immagine, delle strade facili lastricate di apparenza non ci ha portato da nessuna parte. No frills, sostanza, unicità, verità, queste le parole del nuovo corso. La bellezza è il talento, è l’originalità è la forza e il carattere necessario di essere se stessi.

“Il cibo ti mette in relazione con la vita, ma soprattutto con gli altri”

Questa è una delle frasi sottolineate (dalla lettrice che mi ha preceduto) nel libro “Il Corpo Giusto” di Eve Ensler. Libro che ho preso a prestito dalla Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna durante una splendida giornata trascorsa in chiacchiere, confronti e buon cibo (quello di Eataly per la precisione) con Elena Rossini, regista straordinaria e appassionata e Alessandra Testa, giornalista, amica e co-fondatrice di una nuova agenzia stampa che racconterà storie di donne e immigrazione (di cui non svelo nulla fino alla presentazione ufficiale). Ci siamo raccontate sotto i portici di Bologna in un caldo venerdì: tre donne, una macchina fotografica, pensieri, parole e progetti in ebollizione…