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La mamma di Slow Food e Alfonso Signorini
Diciotto anni appena compiuti, Slow Food è il movimento che più di ogni altro ha contributo a quello che è ampiamente considerato il Nuovo Rinascimento, segnato dalla riscoperta del legame, ormai perduto, tra l’uomo, il cibo e la terra. Avete presente la nuova trasmissione di Alfonso Signorini? Ecco…proprio il contrario!
Festeggio il compleanno di Slow Food riscoprendo Terra Madre, il documentario che Ermanno Olmi presentò al Festival di Berlino del 2009, dove si afferma che: saremo la generazione che riconcilierà il genere umano con la terra. Il messaggio di Olmi, si inserisce nel solco ben tracciato da Slow Food, e in generale, dalla nuova sensibilità agli argomenti del biologico, del locale, e della sostenibilità ambientale. Un nuovo modo di approcciarsi al consumo che partendo dai beni dell’alimentazione quotidiana, sta contagiando anche gli altri settori economici. Le auto, i viaggi, la moda: si sceglie sempre di più per l’etico, il verde, il sostenibile. La ricerca di autenticità e la riscoperta delle tradizioni a tavola, può essere il primo passo verso la pretesa di “buono, pulito e giusto” in tutti gli ambiti della vita? In questo senso la ristorazione ha fatto da apripista. Grazie a uomini che hanno saputo cogliere la valenza e la portata di questa rivoluzione. Un vero e proprio Rinascimento. Uomini in senso stretto, come il papà di Slow Food, Carlo Petrini. E donne, come Alice Waters, che del maggiorenne Slow Food ne è la mamma. La Waters californiana, chef del ristorante Chez Panisse, filosofa del cibo, è una paladina del kilometro zero e del consumo di cibi stagionali, in prima linea nella rivoluzione alimentare che sta convertendo gli americani (qualcuno pensa sia stata la Waters, vicepresidente di Slow Food International, a sedurre Michelle Obama con l’idea dell’orto biologico).
Oggi anche grazie a loro, come mai prima d’ora, la gastronomia è una materia ad alto tasso di interesse. Con un occhio al passato, pensiamo che negli anni ’50 la carne era un lusso e si consumava solo la domenica, poi agli anni Settanta dove subentra la nouvelle cuisine a quella tradizionale, sull’onda lunga della contestazione in cui tutto doveva cambiare, per arrivare agli anni ’80 dove, vuoi per la perdita dei valori, per la “crisi della famiglia”, per il diffondersi delle diete e per l’affermarsi di cibi precotti e surgelati anche il pranzo della domenica subisce un calo di popolarità. Con gli anni ’90 si assiste invece ad un ritorno alle origini, si esaltano i sapori genuini, i piatti della nonna che sembrano dimenticati e tra la fine dell’ultimo decennio e i giorni d’oggi è tutto un fiorire di libri e nuove pubblicazioni di cucina, di trasmissioni tematiche, di Chef che impazzano nei media. Gli italiani si appassionano a quest’arte, in cui si elaborano ricette innovative ma nel solco delle tradizioni locali, si riscoprono e valorizzano i prodotti e i vitigni del territorio con sempre più attenzione a ingredienti di qualità, prodotti biologici, locali, e stagionali.
Ecco, se qualcuno sapesse spiegarmi se e come si inserisca in questo contesto il nuovo programma tv “La Notte degli Chef” condotto da Alfonso Signorini, ne sarei davvero contenta. Preferisco la poetica romantica di Slow Food, allo spettacolo a tutti i costi. Giovedì ci sarà la seconda puntata del programma Mediaset: a questo indirizzo trovare info su Terra Madre di Olmi….a buon intenditor…








