Le donne inglesi chiedono di vietare gli spot della chirurgia plastica, intanto qua da noi escono i dati di una ricerca: la liposuzione è il secondo intervento più richiesto.

Come successo per le sigarette, per l’alcol e per gli additivi presenti nei cibi, non vedo perché la chirurgia plastica non debba essere etichettata come qualcosa che “nuoce gravemente alla salute”. Chiedetelo alle donne che si sono viste impiantare una protesi
cancerogena, per esempio
. Ma soprattutto chiedetelo a quelle che per tutta la vita rincorrono l’eterna giovinezza e la perfezione nelle mani di un chirurgo estetico.

Di questo avviso sono alcune attiviste inglesi, che invece paragonano la pubblicità della chirurgia estetica a quella delle medicine con obbligo di prescrizione medica, vietata da
una legge.

E’ così che donne come la  scrittrice femminista Natasha Walter e la giornalista Kat Banyard hanno firmato una petizione per chiedere e ottenere il divieto della pubblicità della chirurgia estetica, sostenendo come essa faccia spietatamente presa sulle insicurezze delle donne circa il proprio corpo e incautamente banalizzai i rischi per la salute di procedure così invasive.

Al momento le persone non hanno altra scelta che essere esposte alle tattiche di
marketing aggressive di alcune cliniche di chirurgia estetica, siano essi negli
spaziper affissioni, nelle riviste, su internet o in tv. Così queste pubblicità
influenzano tutti, non solo gli individui che già stanno prendendo in considerazione l’intervento chirurgico“, scrivono nella petizione. La pubblicità della chirurgia estetica si nutre della diffusissima insoddisfazione delle donne, facendo false promesse di fiducia e autostima. In realtà, le persone che hanno subito interventi di chirurgia estetica hanno più probabilità di avere una bassa autostima rispetto a quelli che non hanno mai subito interventi.

Tutto ciò mentre proprio ieri in Italia sono stati diffusi i risultati di un sondaggio condotto da Aicpe – Associazione italiana chirurghi plastici estetici al quale hanno partecipato 347 chirurghi, in maggioranza provenienti da Emilia Romagna, Veneto e Lombardia.

Stando ai risultati, nel 2011 gli interventi di chirurgia estetica sono stati circa 170 mila. Al primo posto tra le operazioni richieste c’è la mastoplastica additiva: sono state
11.300 le operazioni di aumento del seno, mentre al secondo posto si piazza la liposuzione, con 10.267 interventi, e al terzo il lifting alle palpebre.

La chirurgia plastica del seno compie 50 anni e festeggia il compleanno con un maxi scandalo che coinvolge un’azienda di protesi cancerogene – Ma perchè le donne si rifanno?

La prima donna al mondo a sottoporsi ad una mastoplastica è stata Timmie Jean Lindsey, un’operaia trentenne del Texas desiderosa di aumentare il suo seno, da una coppa B a una coppa C. Era la primavera del 1962 e la notizia fece non poco scalpore. A cinquantanni di distanza dalla prima operazione, sono migliaia le donne e ragazze che quotidianamente ricorrono alla chirurgia estetica, tanto che, il recente scandalo delle protesi mammarie difettose prodotte dall’azienda francese PIP, ptrebbe coinvolgere tra le 400 e le 500 mila donne alle quali sarebbero state impiantate protesi cancerogene. Bel modo di festeggiare il cinquantesimo compleanno, no?

Oltre naturalmente a puntare il dito contro una simile azienda, la domanda da porsi è: perchè così tante donne si rifanno? E non stiamo parlando di quella piccola percentuale di donne che accedono alla chirurgia plastica ed estetica del seno dopo aver subito un intervento di mastectomia, per le quali è indiscutibile il beneficio di questa operazione.

Ma tutte le altre, perchè desiderano sottoporsi ad un intervento lungo e doloroso, fatto in anestesia totale e perdippiù a rischio di scoprire dopo anni di aver immesso nel proprio corpo del materiale potenzialmente cancerogeno, come alle donne con una protesi PIP. E non parlo solo di seno: ma labbra, zigomi, addome, occhi, collo, vagina.

Perchè le donne si rifanno? Avete visto la prima puntata dell’Isola dei Famosi? Sembrava uno spot della chirurgia estetica….