Rachel Khoo, sarà la nuova Nigella?

C’era una volta Nigella Lawson, la Domestic Goddess adorata dagli inglesi! Tutte le donne volevano essere come lei, per il suo mix esplosivo di sex appeal, curve e doti culinarie. Tutti gli uomini volevano essere Charles Saatchi (il marito, ndr.)

Ora che Nigella ha superato le 50 primavere, uno sciame di foodblogger e food heroin si sta facendo strada per prendere il suo posto nel cuore degli inglesi e nei palinsesti televisivi. Sono giovani, hanno stile (a differenza della Lawson che in fatto di look non ha mai brillato) e sanno cucinare divinamente. Tra le eredi designate, spicca Rachel Khoo.

Inglese, ha origini  austro-cinese-malese ed è cresciuta e in Germania prima di trasferirsi e vivere in Inghilterra, dal 2005 ha mollato Londra e la sua carriera in un’agenzia di pubbliche relazioni per andare a fare un corso di pasticceria a Parigi. Dopo vari lavori per mantenersi  e innumerevoli ricette postate nel suo blog, nel 2010 decide di trasformare il suo minuscolo appartamento nel ristorante più piccolo di Parigi, La Petite Cuisine à Paris: un unico tavolo e due coperti.

Le sue avventure sono diventate uno show televisivo trasmesso dalla BBC e Rachel – un’inglese dalle labbra immancabilmente laccate di rosso e look leggermente retrò che insegna ai francesi a fare la crème brulèe!!– è già una star..

Da domani e fino all’11 marzo a Parigi c’è il Festival du Livre Culinaire. Tra gli ospitissimi anche Frèdèrick Grasser-Hermè. Ecco perchè dovreste conoscerla.

L’eclettismo culinario ha un nome, ed è quello di Frédérick Ernestine Grasser-Hermé: chef, food writer, food consultant, direttrice editoriale e quant’altro si possa cercare di incasellare con definizioni formali ciò che formale non è. FEGH, questo il suo diminutivo, è un unicum nel mondo del food: le suesperimentazioni, le ricette, i libri di cucina hanno un carattere così spiccatamente personale che rappresentano un vero e proprio mondo dalle mille sfaccettature.

Ma partiamo dal nome, o meglio, da quel cognome che la rende immediatamente riconducibile al mago della pasticceria francesce, Pierre Hermè, di cui FEGH è l’ex moglie. Ma non si deve a lui il merito di aver acceso la scintilla d’amore della protagonista di questa nostra storia con la cucina: l’innamoramento infatti è avvenuto quando FEGH aveva trent’anni e per via un galeotto d’eccezione: nientepopodimeno che Alain Ducasse (con il quale ha recentemente scritto il libro “J’aime Paris- La mia Parigi del gusto in 200 indirizzi”).

Fu nei primi anno ottanta, quando FEGH lavorava in pubblicità, durante un soggiorno a Cannes un amico le disse di provare il ristorante di un hotel a Juan-les Pins in cui lavorava uno chef da non perdere, tale Alain Ducasse. Fu subito amore, e la porta per un mondo da cui FEGH non sarebbe più voluta uscire, quello della cucina. E, molestando tutti i giorni, riuscì poi ad entrare nella sua cucina alla fine degli anni ’90 da cui FEGH creò il suo primo libro “La Cuisinière du Cuisinier – un omaggio ad Alain Ducasse”. Da allora ne ha scritto un’altra quindicina. Tra cui la serie di libretti monocolore “Serial Colors”: 10 piccoli quaderni, ognuno in un colore diverso con all’interno ricette coordinate al rispettivo colore. L’idea, semplice quanto geniale, le era venuta quando la boutique parigina Colette l’aveva ingaggiata per creare piatti di colori diversi per i loro menu mensili, e così è iniziato il progetto di ideazione e catalogazione degli alimenti per colore. Ma i fan di FEGH non l’apprezzano solo per le sue abilità
letterarie e culinarie.

Il suo estro è approdato anche nel campo del design, ad esempio, quando ha  progettato il appartamento sugli Champs-Ãlysées, soprannominato Fegh Shui House,
o quando ha progettato un orto da cucina con la collaborazione della designer Matali
Crasset, in cui grandi fioriere dotate di pensili porta oggetti e piani di lavoro davano vita ad una vera e propria serra domestica per mangiare direttamente ciò che si coltiva.

Ma le attività di questa archipop-foodie-artist-writer-chef sono tantissime, ognuna esplorabile nel suo originalissimo sito web, comprese quelle che hanno a che fare con il mestiere di food consultant. Ma come detto all’inizio, le etichette non si addicono a
questa donna, meglio descriverla come un’appassionata di cucina, curiosa, e un
po’ insolente che ama sconvolgere i codici culinari. Come quando ha ideato la
sua famosa ricetta del pollo alla Coca Cola che ha diviso l’opinione (riluttanti da una parte, ammiratori della folle creatività dall’altra). E lei al centro a chiosare “se non avessi detto nulla i miei ospiti, non si sarebbero accorti della presenza della Coca Cola” -
in quel che di fatto è considerato un buon piatto agrodolce.  Nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura al Festival della Gastronomia del febbraio scorsa, FEGH ha uno speciale ruolo nella moderna gastronomia francese: molti libri sono nati dalla sua creatività, molti progetti innovativi, molte provocazioni in questo personalissimo gioco a due con il cibo.

Food e Fashion tentano l’approccio, non solo su questo blog

Sdoganate le curve in copertina, anche il binomio cibo-moda sembra non essere più considerato un ossimoro. E’ out il concetto che le donne alla moda non mangiano, schifano il cibo e non cedono alle tentazioni della gola. Le più advanced, cucinano, seminano e piantano, ricevono e scelgono con consapevolezza la qualità. Per le più timide e restie nell’approccio alimentare, ci sono eventi che suggellano, con buonapace dell’appetito, la convivenza tra cibo e fashion.

Sto parlando di appuntamenti sciccosissimi come Haute Cuisine Paris, un evento culinario prestigioso che si terrà nella capitale francese dal 7 al 10 luglio (in concomitanza con le sfilate Haute Cuture), e che esplorerà il mondo dell’alta cucina dal punto di vista estetico, e non solo gustativo. Partendo dall’assunto che alta moda e alta cucina hanno in comune la necessaria abilità tecnica ma anche visionarietà ed emotività, al Palais Royal di Parigi si riuniranno i grandi nomi della gastronomia francese e internazionale per esplorare quest’eccellenza.

La manifestazione, nella sua prima edizione, prevede quattro giorni in cui il cibo, vero protagonista, si contaminerà di arte, fotografia, artigianato, teatro e, naturalmente, moda. Esposizioni, conferenze, assaggi e incontri per un evento patrocinato dal Ministero della Cultura e Comunicazione francese e che vuole celebrare i valori culinari (in una nazione, come la Francia, in cui la buona cucina è una vera e propria icona culturale) in ogni aspetto: arte culinaria, design in cucina, stoviglie, editoria e degustazioni, e incontro di due know how: quello dell’alta cucina, e dell’alta moda. Tutte le news sul blog di HCP.