Tutti insieme, abbondantemente

Marisa Laurito e il suo very curvy show!

di Francesca Carli

Qui di “ridotto”, al limite, c’è solo il costo di qualche biglietto. Se fosse una pietanza? Sarebbe un piatto unico: sostanzioso, saporito, godurioso e genuino. Stiamo parlando dell’ultimo spettacolo di Marisa Laurito, “Tutti insieme, abbondantemente”. E non è un caso che la poliedrica attrice napoletana abbia portato in scena questo show poco dopo la conclusione del suo “Aggiungi un posto a tavola”. Perché Marisa è da sempre paladina della buona cucina, portatrice sana di ciccia e allegria, sul palco come nella vita. In “Tutti insieme, abbondantemente”, la Laurito ripercorre i suoi trentacinque anni di carriera tra sketch esilaranti, brani della tradizione partenopea e coinvolgenti canzoni scritte apposta per questo suo One Woman Show. E che Woman! Generosa come le sue forme, Marisa coinvolge sin da subito il pubblico in modo diretto e del tutto… in linea… con la sua filosofia di vita: la serata sarà lunga, c’è bisogno di energia, chi tra il pubblico è disposto a sbattere un’enorme ciotola colma di zabaione che servirà da ristoro per tutta la compagnia, a fine spettacolo? Acquolina e risate sono assicurate. Banditi, invece, i sensi di colpa: lo si capisce subito dai ricchi e divertenti costumi, che oltre alla protagonista fanno risplendere – in una scenografia altrettanto “esagerata” – il meraviglioso e abbondante corpo di ballo, le Pagnottel Balet. Un quartetto di cantanti/ballerine orgogliosamente in carne – esuberanti nelle forme e nella voce – accompagnano infatti Marisa nello show con canti e coreografie scoppiettanti! Queste giovani professioniste dalla bellezza spudoratamente curvy non hanno paura di mostrare le loro forme sotto abiti attillati di lustrini e paillette: sono un vero inno – e sembra un paradosso – alla leggerezza, all’accettazione e alla valorizzazione di sé. Spassosissimi anche gli interventi (musicali e non) degli otto orchestrali (anche loro formato XL) che formano The Kiavich Orchéstra diretta dal maestro Fabrizio Romano. La sensazione che si prova nell’assistere allo spettacolo è la stessa che i più golosi hanno davanti alla loro pietanza preferita: lo si gusta estatici fino in fondo, nella speranza che nella pentola ne sia avanzato ancora un po’. E Marisa, che sa cucinare a pennello il proprio pubblico, lo sa: lo spettacolo sembra finito, ma lei (si) concede più di un bis, come nelle migliori scorpacciate. E poi arriva il tempo dell’unico esercizio fisico ammesso: applaudire.

A Roma c’è SoulFood. L’amatriciana? E’ antirazzista.

Di Francesca Carli

Il cibo come nutrimento dell’anima: è questo il concetto che sta dietro a Soulfood, Festival multidisciplinare che si terrà questo weekend in svariate location della Capitale.

In realtà qualcosa bolle in pentola già da ieri sera, quando si sono tenute le Cene Carbonare: appuntamenti a tema, in ambientazioni private o spazi inaspettati (come ad esempio il carcere di Rebibbia), il cui luogo di svolgimento è stato tenuto segreto fino all’ultimo anche ai partecipanti.

Ma è da oggi che il Festival prende il via con tutta la sua forza.

Una fitta rete di occasioni in cui incontrarsi e parlare di cibo, nella sua accezione più ampia: veicolo di cultura, di salute, di arte, di esplorazione. Un modello il più lontano possibile rispetto a quello degli interminabili scaffali da ipermercato contemporaneo.

Secondo il gastrofilosofo Don Pasta e l’associazione Terrenifertili – promotori dell’inizitiva – Soul Food è un cantastorie, che parte da ciò che si mangia, per andare in giro in mezzo alla gente.

Ed è proprio in una piazza che oggi pomeriggio si terrà la Festa di Vicinato “Conosciamoci con Gusto”: l’appuntamento è a Piazza Perestrello, nel cuore di Torpignattara. Scambi di ricette e di sapori del mondo, gustosi djset e vjset, proiezioni d’arte e cinema all’aperto. Alle 19:00 sarà la volta di Fiordizucca e Samosa con performance narrativa di Don Pasta: uno scambio di sapori/saperi tra la comunità bengalese e i residenti storici del quartiere. Alle 20:00 la serata entrerà nel vivo con la Cena Di Vicinato, il cui slogan è “l’arte del preparare e dell’offrire per conoscersi con gusto” dove chiunque vorrà potrà portare qualche prelibatezza da condividere con gli altri. Dalle 22:00 sarà la volta delle PRE_VISIONI a tema food e integrazione, come la… Currybonara Commedia sull’integrazione razziale attraverso il cibo, di Ezio Maisto.

Domenica 29 ci si sposta al Circolo degli Artisti, che si trasformerà in un mercato en-plen-air ospitando produttori solidali, artisti, aperitivi con prodotti gastronomici locali e workshop (tra cui “Stai manzo!” per imparare a scegliere nel modo più giusto la carne nei suoi vari tagli). Alle 21:00 verrà presentato “United Food of Rome – L’Amatriciana è antirazzista”, ovvero la cucina meticcia della Capitale.

Dal Perù al Vietnam, dall’India all’Egitto, dalla Grecia alla… Sardegna: United Food of Rome fa il giro del mondo in 10 interviste a 10 chef e – attraverso i loro ricordi gastronomici – fa emergere il lato melting pot della capitale. A parlare saranno cuochi venuti da altrove, che hanno fatto del cibo la chiave per mettere radici e stabilire un contatto le diversità.