La riscossa delle curve parte da Vogue

Dopo anni di tirannia della magrezza estrema, la moda riscopre il bello delle curve femminili

Il 65% delle donne europee veste una taglia superiore alla 44. Generalizzando, le donne sono tutte curvilinee e formose, solo una piccola, piccolissima parte di esse ha le proporzioni di una modella. Il mondo della moda se ne è accorto, e ha fatto marcia indietro tornando bruscamente ai tempi in cui (molto prima di Kate Moss o di Twiggy) un po’ di ciccia era considerata bellezza. A sancire senza possibilità di ritorno che le curve sono tornate di moda, è stata la copertina di giugno di Vogue Italia, mensile di riferimento nel dettare le tendenze del fashion. Tre bellezze decisamente tondeggianti, appaiono nelle pagine patinate del giornale di moda più letto al mondo, in tutto il loro splendore, scardinando il monopolio delle modelle magrissime, o irrealisticamente ritoccate al Photoshop. Un sospiro di sollievo per molte donne, ormai stanche di sfogliare riviste incapaci di rappresentarle. Sempre più alta infatti è l’attenzione mediatica al mondo del plus size e delle forme cosiddette reali: magazine, programmi televisivi, passerelle, blog in cui si parla di bellezza e rotondità, dove vengono celebrate le curve femminili, e si propongono modelli di bellezza salutari e storie di  donne che non si mortificano con diete e privazioni per ottenere una perfezione illusoria, ma piuttosto cercano nella propria unicità e consapevolezza lo slancio per sentirsi belle. Al posto delle figure stereotipate e tutte identiche taglia 38, vengono celebrate nuove icone di bellezza e di stile che affiancano al fisico prorompente e fuori dagli schemi, carattere, autoironia, sicurezza e originalità. Sono modelli di bellezza retrò, come quello incarnato da Joan Holloway di Mad Men (la bellissima Christina Hendricks), oppure fisici trasgressivi e irriverenti alla Beth Ditto, ma anche sensuali (come Jennifer Lopez o Beyoncè) o talentuosi come Adele. Il mondo della moda si apre alle curve e celebra le nuove supermodelle plus size. La più nota tra queste è Crystal Renn, americana, famosa alle cronache per un passato di anoressia raccontato nel libro autobiografico “Hungry” e per la scelta di abbandonare la carriera da modella “regular”, per abbandonarsi ai piaceri del cibo, convertendosi in modella per taglie comode.

Le nuove modelle plus size hanno forme armoniche e sono in grado di rappresentare al meglio un modello aspirazionale sano e bello, come Elisa d’Ospina, unica italiana ad aver recentemente sfilato alla Full Figured Fashion Week (la settimana della moda per le taglie comode) di New York. Parimenti, le donne “plus”, cominciano a far sentire la propria voce, stanche della fobia per la cuccia della società occidentale che oscurava la loro esistenza. Sempre più celebrities dichiarano di smettere le diete e di vivere il proprio corpo naturale, di mangiare e avere appetito e non mancano di comunicarlo alla stampa (da Jessica Simpson a Kim Kardashian).

E anche il settore della moda plus size (un comparto che cresce con incrementi a doppia cifra) inizia ad essere raccontato in maniera più glamourous, con campagne che si rivolgono alle giovani ragazze, come quella del brand Persona (gruppo Max Mara) che ha scelto come testimonial la bella e formosa Vanessa Incontrada. E mentre sempre più donne dichiarano di smettere le diete per vivere serenamente il proprio corpo normale, in tv si confermano le preferenze per le donne dal fisico sinuoso e rassicurante (Oprah Winfrey, Antonella Clerici, Nigella Lawson, Geppy Cucciari). Per qualcuno è un ritorno al passato quando le morbide donne degli anni cinquanta e sessanta (da Marilyn Monroe a Sofia Loren, da Anita Ekberg a Bettie Page), riempivano l’immaginario collettivo: corpi sodi e femminili, antidoto alla crisi del dopoguerra e segno dei tempi in cui la donna iniziava a ricavarsi uno spazio di autodeterminazione nella società. Un’estate questa in cui la prova costume non deve fare paura, dunque, in cui esibire anziché nascondere le rotondità. Estate che culminerà in settembre, quando l’edizione annuale di Miss Italia dedicherà una speciale sezione del concorso alle belle e rotondette, premiate dal brand Elena Mirò. Non ci resta che attendere, ma intanto la storia della moda e della bellezza ha una nuova pietra miliare: addio taglia 38, adesso la bellezza è curvy, formosa. E non c’è niente di più fuori-moda che mettersi a dieta.

Sofia Loren, le forme del Mediterraneo

L’Accademy of Motion and Pictures Arts and Sciences di Los Angeles ha consegnato uno speciale riconoscimento a Sofia Loren per suggellare l’impatto che la Loren ha avuto sul cinema internazionale, come simbolo di bellezza e di talento made in Italy.

Sicura, altera e giunonica. Sofia Loren per il mondo incarna la tipica bellezza mediterranea. Femminilità e sensualità allo stato puro che rappresentano una cultura, un modo di vivere e forse anche di mangiare (la dieta mediterranea appunto). Del resto lei per prima ha dichiarato la celebre frase: “tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti”. Ma anche “La bellezza è come ci si sente dentro, e si riflette negli occhi, non ha niente a che vedere con l’aspetto fisico”. Dotata di un’eleganza innata, nel 1950 al concorso Miss Italia si aggiudicò il titolo di “Miss Eleganza” appositamente coniato per lei. Le sue forme soffici insieme al carattere determinato ed alle sue abilità recitative (soprattutto in ruoli in cui non erano richieste prestazione da femme fatale, come nel caso della sua interpretazione nel capolavoro “La Ciociara” di De Sica che le valse l’Oscar nel 1962), hanno stampigliato la definizione di bellezza italiana: vitale, caparbia, sensualissima e materna. Come Marylin Monroe, Sofia Loren è un’icona di bellezza universale e non esiste uomo al mondo che non abbia apprezzato le sue forme. Grazie a lei, che superati abbondanetemente i settantanni resta l’inarrivabile testimonial della bellezza italiana, e mediterranea, le formosità hanno simboleggiato anche un ben preciso lifestyle.