Appuntamenti tra procuratori e consumatori di piaceri. Dei due, io sono tra i secondi…

Mi piacciono le persone di spessore, i libri di spessore, le riviste di spessore e anche gli eventi di spessore. Non vedo per cui non dovrei parlarvi di “Spessore”, un nuovo evento per gastrofissati ideato dal Povero Diavolo di Torriana e che avrà luogo dal 19 al 21 giugno (la sera del solstizio d’estate e i due giorni che lo precedono). Un nutrito gruppo di cuochi “di spessore” si sta preparando a invadere Torriana; arriveranno in mattinata, apriranno la dispensa del Povero Diavolo e con l’aiuto dello chef Pier Giorgio Parini e della sua brigata faranno una specie di improvvisazione culinaria dando luogo a idee cucinate da gustare nel giardino del Povero Diavolo. La cucina s’improvvisa, niente di pre-parato, niente di  pre-cotto, con quel che trovano in dispensa i cuochi  cucinano a ciclo continuo per tre ore dalle 19 alle 22, prima di concedersi una pausa di relax diventando a loro volta  commensali nella casa che li ospita. Prodotti e produttori, musica e un dopo-cena di gran Spessore impastano l’insieme di un evento  ghiotto ed invitante. Alle 23, un speciale ritrovo nella Cantina, con i cuochi per chiacchiere e vino. Mi sembra un evento davvero originale!

 

Curve pericolose, ma anche molto intelligenti..

Io ve lo dico da un secolo: quello della moda plus size è un bacino interessante e profittevole. Se è vero, come è vero, che in Italia la taglia più venduta è la 46, non vi sembra ragionevole pensare che ci sia un mercato a cui rivolgersi, con ancora molto spazio, dato che sono pochissimi i brand in grado di vestire donne con le taglie forti? E allora, nell’ambito delle aziende e delle esperienze Women Friendly, che ospitiamo su CFH, oggi è il momento di un brand di lingerie e moda mare per donne curvy. Si chiama Curve Pericolose ed è il marchio di Federica e Giorgia, a cui abbiamo rivolto le nostre curiosità. Buona lettura..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CFH. Come nasce Curve Pericolose?

Curve. Curve pericolose è un’azienda giovane, Curvy Friendly, specializzata nella creazione di corsetteria e mare in coppe differenziate. Dopo un’esperienza come free lance piu’ che ventennale per i piu’ famosi marchi italiani e internazionali, nel 2008 nasce l’idea, ma soprattutto il desiderio, di creare un brand specializzato in intimo e mare in grado di unire l’aspetto tecnico a quello fashion. Un brand pero’ dedicato ad un settore di mercato “Curvy” un po’ penalizzato, destinato quindi a tutte quelle donne e ragazze moderne dalle forme morbide e mediterranee che rappresentano una buona fetta della popolazione. Tutte le nostre linee partono da un concetto fashion che viene poi adattato e trasformato al fine di ottenere capi portabili da tutte le donne che non rientrano nei canoni tradizionali di bellezza, che amano il loro corpo e vogliono sottolineare la bellezza delle loro curve, senza rinunciare al confort e alla vestibilità.

CFH. Qual è il mercato della lingerie plus size in Italia?

Curve. In questo momento le difficoltà piu’ grandi sono rappresentate da una situazione di mercato veramente complessa. La particolare attenzione ai dettagli e alle materie prime utilizzate, rende obbligatoriamente il nostro prodotto 100% made in Italy e fortunatamente in questo momento è un aspetto che torna ad essere molto richiesto.

CFH. Quali sono le difficoltà più grandi che incontrate nel vostro lavoro?

Curve. Magari quello di convincere negozi a investire su di noi ordinando capi della nostra collezione, scegliendo un’azienda start-up ma che ha alle spalle una conoscenza perfetta del corpo delle donne e che sa che sta offrendo un prodotto ottimo, perfettamente adattato a una donna dinamica, attenta alle tendenze della moda, ma soprattutto alla qualità del prodotto che indossa. Sartorialità e comfort sono quindi le parole chiave. Il made in Italy infatti rappresenta per i nostri prodotti , che si posizionano in una fascia di mercato di alto livello, un valore aggiunto fondamentale e in alcune situazioni è una condizione necessaria per poter essere inseriti nei negozi altamente specializzati.

CFH. Vestibilità, esigenza, comfort di una donna curvy alle prese con la lingerie…

Curve. I capi Curve Pericolose sono appositamente studiati e realizzati pensando alla donna contemporanea, una donna dinamica, attenta alle tendenze della moda, ma soprattutto alla qualità del prodotto che indossa. Sartorialità e comfort sono quindi le parole chiave. Le nostre clienti cercano da un lato dei capi belli e sexy e dall’altro dei materiali contenitivi ma confortevoli, dei reggiseni che sostengono armoniosamente il petto calzandolo perfettamente.

 

 

 

 

 

 

CFH. Quanto è importante la giusta lingerie per sentirsi bene?

Curve.  La lingerie è la base dell’abbigliamento. Se si porta dei capi giusti, sia a livello di confort che di sostegno, la figura automaticamente acquisisce tono e portamento. La donna si sente sicura e libera nel movimento. Gli abiti che sceglie poi di indossare si adattano meglio alla sua silhouette. Molte donne senza saperlo indossano la taglia sbagliata di reggiseno.

CFH. Qualche dritta per scegliere la giusta misura e modello?

Curve. Il consiglio che diamo per poter scegliere la taglia giusta è semplicemente quello di prendersi le misure. Proprio per questo motivo, ad ogni spedizione ai nostri clienti-negozi , alleghiamo sempre  la nostra tabella misure con indicati i punti fondamentali che indentificano la taglia corretta.

Conversazione immaginaria con una mia ipotetica figlia adolescente quando le dirò: non sei affatto grassa!

Da adolescente pensavo di essere grassa. Riguardo le foto e penso che ero solamente sciocca, o probabilmente cieca. Mi muravo con maglioni e jeans informi. Se tornassi indietro vestirei gli shorts 365 giorni all’anno. Erano altri tempi, ma il senso di inadeguatezza delle ragazze è più vecchio me, e oggi tocca livelli allucinanti. Non sono madre, ma non posso fare a meno di pensare a cosa potrei dire alla mia ipotetica figlia adolescente quando la vedrò davanti allo specchio triste e insoddisfatta per essere così deliziosamente (diabolicamente) diversa dalle donne che vede nelle riviste, dai manichini dei negozi, e in generale dalle immagini femminili che formano il patrimonio visivo delle nostre città.  Non sarà una conversazione facile, perché avrà amiche ossessionate come lei dal proprio aspetto fisico, dalla dieta, dal seno nuovo appena fatti i 18 anni, dalla frangia perfetta e da quei maledetti jeans skinny. Chissà se capirebbe il senso della frase: anziché passare la vita a volerti cambiare, perché non cerchi di essere la versione migliore di te stessa? Proverei allora a dirle di sviluppare un talento, qualunque esso sia, perché prima di tutto sarà quello, un talento, poi un corpo. Le direi che mostrare le proprie debolezze e imperfezioni è molto più interessante che fingerle di non averle. Le direi di allenare la propria autostima, le servirà molto nella vita. Potrei tediarla intere giornate parlandole del Photoshop, della manipolazione digitale delle immagini, dell’industria dell’infelicità femminile, del business delle diete. Mi direbbe che sono una madre rompiballe. Allora probabilmente direi a mia figlia immaginaria, in un’ipotetica conversazione davanti allo specchio, io seduta sul suo letto, lei che si prova tutto l’armadio senza trovare qualcosa di adatto, sentendosi uno schifo incapace di sedurre qualsiasi ragazzo, ecco, le direi che la capisco, che anche io alla sua età mi sentivo uno schifo, ma non lo ero affatto. Le direi che a trentacinque anni vorrebbe tornare indietro e indossare la minigonna. Le direi quindi di farlo adesso, di sentirsi bellissima, perché solo in questo modo sarà bellissima. Le direi che quel che cercano gli uomini imperfetti, sono donne imperfette…ma consapevoli del proprio fascino. Le direi di sedurre prima di tutto se stessa e piacersi. Questo è il punto. Mi prenderebbe per pazza? Allora la metterei davanti alla tv per farle vedere il primo episodio di Girls dove Hannah, interpretata da Lena Dunham, risponde al suo ragazzo che le tocca la pancetta morbida chiedendole se per caso avesse intenzione di mettersi a dieta:  ‘‘No, I have not tried a lot to lose weight. Because I decided I was going to have some other concerns in my life.’’ Quando io avevo 16 anni, non c’era Lena Dunham. Oggi grazie al cielo c’è. Quando io avevo 16 anni, c’era Baywatch!

 

 

 

Braccia flaccide: l’ultima frontiera delle insicurezze femminili

Abbiamo comprato lingerie contenitiva per i nostri sederi, le nostre pance e per modellare i nostri seni, molto presto potremmo acquistare anche corsetti per le braccia, affinchè l’inestetismo detto “braccia flaccide” possa essere combattuto, o per lo meno mascherato. Ora che in Italia è arrivato il celeberrimo Spanx (la guaina modellante per cosce, pancia e glutei), molto presto vedremo nei nostri negozi anche i nuovi corsetti per le braccia (da Marks E Spencer sono già in vendita), una specie di tubi progettati per essere indossati ed evitare cedimenti: dopo aver minato ogni nostra consapevolezza estetica, la paranoia delle braccia cadenti potrebbe essere il trend del 2013. Si sa, le donne frustrate sono ottime consumatrici, quindi i maghi del marketing si ingegnano per raccontarci che un corpo non è solo un corpo, è un falò di imbarazzi: cellulite, pelle flaccida, mani venose, lardo, cuscinetti e rughe sulle ginocchia. Una volta ho letto un articolo secondo il quale prima del 1972 il nome “cellulite” non esisteva, era semplicemente “la parte posteriore delle gambe delle donne”, è bastato inventarne il nome per creare un’industria e un business che ora vale miliardi. Stessa cosa potrebbe capitare alle alette delle braccia, in attesa che qualcuno ne inventi il nome specifico e si arricchisca vendendo corsetti da stringerci addosso tra la spalla e il gomito. Mi chiedo come ci si possa sentire: forse come in procinto di un ictus, o come prima degli esami del sangue con il laccio emostatico stretto. Ma volete mettere la soddisfazione di avere braccia magre e toniche? Ecco, da oggi abbiamo bisogno di preoccuparsi di un’altra zona del nostro corpo, contrassegnata come “sbagliata”. Abbiamo due scelte: cedere agli inviti diabolici di chi ci sta dicendo che siamo sbagliate solo per ragioni di business, oppure fregarcene e anziché preoccuparci del nostro corpo, braccia comprese, occupare quel tempo a fare altro di più stimolante e utile: un corso di cucito, ad esempio, con  cui confezionarci adorabili camicette, smanicate!

Il momento più elettrizzante nella vita di una donna è individuare quelle più grasse di lei. Ecco perché. Ed ecco come smetterla.

Noi ragazze sappiamo essere molto esplicite, fantasiose e anche spietate quando si tratta di inventare epiteti poco carini rispetto al corpo di un’altra. Diciamolo, ognuna di noi una volta almeno (ma sono convinta che sia successo molto più di una volta) lo ha pensato e lo ha anche detto: guarda quella quanto è grassa! Specie alle nostre rivali (ma cosa ci troverà in quella grassona), le ami-nemiche (si, ma le hai viste le caviglie??), le gattemorte (sarà anche magra, ma è piena di cellulite), e le stronze (ma sei per caso incinta o solo grassa?). Non preoccupatevi, si tratta di un meccanismo quasi automatico che rivela un disagio non trascurabile. Lo avete capito o no? Vi sto dicendo che se fate cattivi pensieri sul corpo di un’altra donna non siete stronze, siete plagiate!

Il fatto è che la parola “grasso” per quel che è il nostro bagaglio immaginifico è una parola da odiare, scortese e odiosa. In pratica è la peggio parola che si possa usare, l’offesa più crudele (speculare e antitetica al miglior complimento dei giorni nostri “ma quanto sei dimagrita?”). C’è una ragione a tutto questo, e me l’ha spiegata uno post illuminante secondo il quale, chi si accanisce criticando le persone per l’aspetto fisico ha un problema di accettazione del proprio corpo o è fissato e ossessionato dalla propria immagine. Si tratta essenzialmente di insicurezza e scarsa autostima. In effetti se penso ad alcune delle ragazze che hanno l’abitudine di chiamare altre ragazze “grasse” sono probabilmente tra le più insicure che conosco. E ‘davvero semplice psicologia da quattro soldi, ma se qualcuno sente costantemente il bisogno di sminuire gli altri per “qualcosa”, si tratta sempre di un “qualcosa” con cui lui stesso sta lottando dentro di sé.
In questo modo si innesca una specie di circolo vizioso: le pressioni che le donne ricevono per essere magre e belle hanno il risultato di farci piacere a noi stesse e di lottare con il nostro corpo, di conseguenza, sentendoci inadeguate maturiamo un’insoddisfazione ed una frustrazione tale che offendiamo gli altri per sentirci meglio, l’oggetto della nostra offesa si sentirà male con se stesso…e via un altro giro. Diabolico. Secondo il post, quando si chiama qualcuno “grasso”, “ciccio” o “brutto”, non si sta realmente dicendo qualcosa su quella persona. Si sta rivelando qualcosa di se stessi. Si sta cercando di deviare i propri problemi, sottolineando quelli di qualcun altro.

La solidarietà femminile, in questi casi, non esiste e non la si può chiamare in ballo. Ma, pensandoci bene, dov’è il nostro spirito da “Girl Power” nel momento in cui prendiamo in giro una ragazza colpendola proprio nel nostro nervo scoperto? Come potremmo mai emanciparci in questo modo?

L’autrice del post lancia una sfida che mi sento di sostenere: la prossima volta che state per pronunciare un commento acido sul corpo di un’altra donna, mordetevi la lingua e contate fino a dieci e fate fare altrettanto alle vostre amiche. Questa non è una lezione di buonismo, per carità, solo ….magari, pensate ad un epiteto più originale di “culona”! So che potete farlo…

*La foto è tratta dalla nuova serie tv Amiche Nemiche in onda da mercoledì su Fox Life

50 Sfumature di Grigio. Ovvero: sculacciami, ma di ciambelle saziami!

Ebbene si, l’ho letto anche io. Per due motivi: il primo è che Erika Leonard, in arte EL James, è un’icona (checchè ne dicano i suoi detrattori, dopo 20 milioni di copie vendute sei un tipo interessante…) curvy, ma soprattutto perchè sin dalle prime pagine, ci ho trovato molto più cibo di sesso. Non ci credete? Leggete cosa ho scritto qua.

 

10 OTTIMI MOTIVI PER NON COMINCIARE UNA DIETA

E alla fine è diventato un libro. Uscirà il 28 giugno e sono molto emozionata. Ho scritto ciò che, in due anni di lavoro sul tema della body image, ho imparato, mi ha colpito, desidero che anche le altre sappiano. E’ un libro che ho scritto per le donne, affinchè si vogliano un po’ più di bene e la smettano di perdere tempo a volersi cambiare.

Anche i vegan sono curvy!

“Spesso mi sento spesso dire ” ah, sei vegan… e come mai non sei magro?”. Non sono un vegano intollerante di chi non ha fatto la mia stessa scelta, per cui nella maggior parte delle occasioni incasso con molta ironia e rispondo “perché sono felice”. Pare proprio che l’immaginario del fricchettone smunto che si nutre di sbobbe di verdura e cereali sconditi con nuances pantone che oscillano tra verdi marci e marroni scuri abbia la meglio… è un po’ frustrante…”

A scrivermi queste parole, in una email divertentissima e molto gradita, è Manuel Marcuccio, foodblogger vegan che adora mangiare e cucinare. “Insomma nonostante sia vegan non sono affatto un peso piuma: adoro mangiare e adoro cucinare a prescindere dalle mie scelte etiche personali. Ok un’alimentazione sana è importante, l’attenzione per ciò che mangio è costante e se posso scelgo con cura i prodotti con cui cucinare però non posso rinunciare ad un bel piatto, saporito, colorato e sopratutto GOLOSO. “

Come questa foto che gli sottratto di un’invitantissima crema fredda di asparagi con fragole all’aceto balsamico e fiordaliso, della quale potrete avere la ricetta direttamente nel blog di Manuel, cliccando qui.

Finalmente una bambola Ciccina

Federica Plachesi mi ha regalato una delle sue ciccine (il nome è ancora provvisorio, ma rende bene l’idea): bambole artigianali che lei stessa crea con stoffe vintage e disegni unici. Potete ben immaginare che mi sono subito innamorata della mia Ciccina, e di tutte le altre bambole di Federica. E così mi sono fatta raccontare tutta la storia da principio..

Sono un architetto, innamorata della mia professione e parallelamente mamma innamorata delle mie figlie che adesso hanno 7 e 11 anni. Attraverso loro ho scoperto il mondo di certi giochi per bambini: quelli più ricercati, dove l’aspetto artistico è più evidente, giochi in legno, libri di illustrazioni, bambole di stoffa, giochi di cartone e carta. Così, quasi per gioco, ho cominciato a costruire oggetti per le mie figlie e attraverso la sperimentazione di un po’ di materiali sono poi approdata alla stoffa e completamente autodidatta ho cominciato a cucire a mano, e …mi riusciva bene.”

Così è nata la prima bambolina?

La mia prima bambolina è nata un po’ per caso. Dovevo fare il regalo, del primo compleanno, alla mia nipotina e volevo che fosse un ricordo per sempre..ed ecco nata la n.1. Poi chiaramente le mie figlie non potevano rimanerne senza, e così ci ho preso la mano. il riscontro tra parenti ed amici è stato positivo e da lì è nata la produzione.”

Le sue bambole hanno un look adorabile perché Federica compie un’accurata ricerca sui tessuti che compra in tutto il mondo, su internet o durante i suoi viaggi: “ogni volta che vedo un tessuto che mi piace mi brillano gli occhi, potrebbe essere anche un cuscino, una lampada, un tovagliolo….scucio tutto e creo un vestitino.”

Nel marzo scorso Federica ha aperto un negozio online su Etsy, e alle bambole ha affiancato anche una consistente produzione di spille per capelli sempre in stoffa e presto si aggiungeranno nuovi oggetti e nuovi materiali che metterò nel negozio online. “sono fortemente attirata dalla sfera del design, oggetti di uso quotidiano non solo utili ma anche con forte connotazione estetica, ci proverò per lo meno…”

Ma come ti è venuta l’idea di realizzare oltre alle bamboline, diciamo “magre”, anche le Ciccine? “Mi piacciono le cose tonde, amo Botero, ho una collezione di palle di diversi materiali, la mia nonna a cui ero molto affezionata era molto tonda..bè, forse questa è l’ipotesi più plausibile, probabilmente…”

Rachel Khoo, sarà la nuova Nigella?

C’era una volta Nigella Lawson, la Domestic Goddess adorata dagli inglesi! Tutte le donne volevano essere come lei, per il suo mix esplosivo di sex appeal, curve e doti culinarie. Tutti gli uomini volevano essere Charles Saatchi (il marito, ndr.)

Ora che Nigella ha superato le 50 primavere, uno sciame di foodblogger e food heroin si sta facendo strada per prendere il suo posto nel cuore degli inglesi e nei palinsesti televisivi. Sono giovani, hanno stile (a differenza della Lawson che in fatto di look non ha mai brillato) e sanno cucinare divinamente. Tra le eredi designate, spicca Rachel Khoo.

Inglese, ha origini  austro-cinese-malese ed è cresciuta e in Germania prima di trasferirsi e vivere in Inghilterra, dal 2005 ha mollato Londra e la sua carriera in un’agenzia di pubbliche relazioni per andare a fare un corso di pasticceria a Parigi. Dopo vari lavori per mantenersi  e innumerevoli ricette postate nel suo blog, nel 2010 decide di trasformare il suo minuscolo appartamento nel ristorante più piccolo di Parigi, La Petite Cuisine à Paris: un unico tavolo e due coperti.

Le sue avventure sono diventate uno show televisivo trasmesso dalla BBC e Rachel – un’inglese dalle labbra immancabilmente laccate di rosso e look leggermente retrò che insegna ai francesi a fare la crème brulèe!!– è già una star..